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Tasselli #4

Tasselli #4
Laura Scuderi
  • MariaPaola Pesce e Mel Zohar, Angela Davis, Becco Giallo 2020

Capisci? Il punto era ed è che questo capita a quelli che sono nati dalla parte sbagliata della strada. E che succede perché qualcuno vuole che succeda… e perché glielo lasciamo fare.


  • Eshkol Nevo, L’ultima intervista, Neri Pozza Bloom, 2019

Sono completamente perso, mi dice. Per anni mi sono raccontato una certa storia riguardo alla mia vita, e ora scopro che non era vera. Non ho una cazzo di idea della direzione da prendere.
Il truffatore, quello che fa il gioco delle tre carte, si sistema vicino a noi, nel suo posto fisso sul lungomare. I suoi compari si assembrano intorno alla scatola, ma il vento selvaggio gli porta via le carte – una sola delle tre è un fante – e il truffatore e i suoi complici corrono a riacchiapparle.
E se mangiassimo da Dr. Shakshuka? Gli propongo alla fine.
Il mio amico americano scoppia a ridere. Va pazzo per la shakshuka, quel padellino che trabocca di uova e pomodori.
Finché manteniamo il senso dell’umorismo e l’appetito, abbiamo la speranza di salvarci, penso.
Ci dirigiamo nella piazza dell’orologio di Giaffa, il vento si calma un pochino e noto che lui è un po’ curvo e cammina adagio. Di solito fatico a tenermi al passo, e adesso devo rallentare perché non resti indietro lui. Appena prima di entrare da Dr. Shakshuka si ferma, raddrizza la schiena e mi mette una mano sulla spalla. Per metà paternalistico. Per metà si appoggia per non cadere. Rifletti su quello che ti ho detto riguardo alla politica, afferma. Se le persone come te continueranno a tenersi in disparte, non avrete più un paese da cui tenervi in disparte.


  • Eugenio Montale, da Satura, Xenia II, poesia n. 5, Grandi classici Oscar Mondadori, 1967

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.