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Antonio Sortino

Antonio Sortino
Rocco Rossitto

Ho 32 anni suonati, sono un Siciliano di Ragusa che adesso vive a Milano, ho una laurea magistrale in Farmacia, ma circa due anni fa ho conseguito il MiMaster in Illustrazione qui a Milano dove adesso vivo e lavoro. Sono molto felice di aver recentemente pubblicato con il New Yorker ed il New York Times che sono senza dubbio le mete più ambite per ogni illustratore. Sono fortunato di avere tra i miei clienti anche WIred UK, Les Echoes, Wirtschaftswoche oltre agli Italiani Repubblica ed il Sole 24 Ore.


ANTONIO SORTINO / Les Echoes WE, Narcisismo 2.0: Come i social hanno influenzato il nostro modo di essere narcisisti


Alla domanda “che lavori fai” cosa rispondi?

Adesso rispondo tranquillamente “Illustratore“, nonostante buona parte delle persone sia spiazzata dalla risposta. Di solito segue “Ah, quindi fai le vignette” o semplicemente una faccia confusa.

Il tuo percorso da illustratore: raccontami un po’ degli inizi.

Come risponderebbero tutti gli illustratori praticamente ho sempre disegnato. La prima volta che ho pensato che questa passione poteva diventare un lavoro è stato grazie ad una serie di poster realizzati per degli eventi a Catania, ma al tempo studiavo Farmacia e non mi sono dedicato troppo alla cosa. Poi ho provato a mettere da parte la vocazione creativa per un po’ di anni, ma alla fine stavo diventando matto per cui ho deciso di mollare tutto e fare qualcosa che mi portasse ad essere un professionista nel settore. Il MiMaster mi ha dato le basi e la sicurezza per presentarmi agli art director e da quel momento in poi ho sgomitato affinché la passione diventasse una professione.

Al momento vengo fuori da un periodo lavorativo molto intenso in cui spesso, sopratutto per le tempistiche dell’editoriale è difficile prendersi del tempo per sperimentare o sviluppare il proprio stile per cui l’obbiettivo principale dei prossimi mesi è continuare a studiare sul mio stile, trovare nuove strade e divertirmi disegnando.


ANTONIO SORTINO / NYTimes, #GoVote: L’importanza di andare a votare per le elezioni USA midterm


Carta e penna, iPad, computer? 

Vengo dai graffiti e dai quaderni riempiti di bozze per cui non ho mai perso l’abitudine di disegnare a mano, almeno in fase di progettazione. Per anni ho lavorato solo con Illustrator ma quando mi sono reso conto che lo stile vettoriale mi sembrava troppo freddo è distaccato sono passato a Photoshop.
È stato (ed è tutt’ora) molto difficile non tanto per il software, ma proprio per come devono essere pensate le illustrazioni.
Oggi dipende dal tempo che ho a disposizione, se posso cerco di disegnare quanto piu possibile a mano e poi sistemo e coloro in Ps. Se vado di fretta, eccetto la bozza, faccio quasi tutto su Ps.

L’illustrazione sta rinascendo, è rinata, non è mai morta?

Sicuramente è stato un trend, ma adesso non credo che passerà cosi facilmente sopratutto perché oggi  illustrazione e fotografia si stanno equilibrando. Credo che l’illustrazione sia passata in secondo piano per anni, ma adesso è usata proprio come è stato per il vinile; si è cercato di seguire l’evoluzione tecnologia e l’illustrazione faceva fatica ad assorbire i nuovi media. Oggi si apprezza di nuovo l’analogico in generale e non c’è più un confine fra una cosa e l’altra (oltre al 3D, collage, sculture di plastilina etc. etc.). 


ANTONIO SORTINO / Donna Moderna, Italiani popolo rancoroso: purtroppo è una fotografia della deriva di odio che caratterizza il nostro paese


FestiWall (Ragusa) per anni sei stato il co-direttore, cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Tante amicizie in tante parti del mondo, una Ragusa diversa da quella che ho trovato quando sono tornato a vivere lì dopo gli anni universitari e aver avuto l’onore di aver seguito l’evoluzione di una corrente artistica da addetto ai lavori.

Consigli ai giovani d’oggi.

Mai nominare un file _def quando si è convinti di aver chiuso il progetto, porta sfiga 😀
Scherzi a parte il vero consiglio è quello di avere quante più skills possibili, dall’animazione al collage etc. etc. Se dovessi dare un consiglio sulla carriera, giro lo stesso consiglio che mi è stato dato durante il master: prepare bene il proprio portfolio senza copiare (perche si vede subito) e cercando altre critiche rispetto al solo apprezzamento di mamma. Sbattersi per trovare gli art director ed essere gentile e disponibile. Ultimo ma fondamentale consiglio per tutta la categoria: non lavorare mai gratis o per budget ridicoli salvo che non sia un progetto in cui si crede. Se qualcuno ha un guadagno dal nostro mestiere è impensabile che non paghi il nostro lavoro “solo” perché si tratta di disegni.


ANTONIO SORTINO / Progetto personale selezionato dalla Society of Illustrators di New York per la 61esima mostra annuale.


Restiamo sui giovani: ci segnali 3 under 30 italian e non da tenere sott’occhio?

Ti segnalerei tantissimi amici dal mondo della street art all’illustrazione ma mi rendo conto che in molto abbiamo passato i trenta! Fra i giovani ti segnalo Alice Piaggio di Pelo Magazine (e comunque tutto il gruppo), Dilen Tigreblu (piu vicino alla street art) e Cecilia Sammarco, che nasce come illustratrice ma diventerà una grande pittrice

Ritorniamo a te per l’ultima domanda: quali sono i tuoi punti di riferimento tra gli artisti illustratori vivi o morti che siano? 

Sono molti gli autori che adoro ma se devo citare qualcuno direi Milton Glaser e tutto il Pushpin studio, per la genialità e qualità dei lavori. Poi Blexbolex per la semplicità e forza delle figure, Shigeo Fukuda per il suo surrealismo ed ovviamente Depero perché è un maestro e sarebbe impossibile non citarlo. 

Fra i vivi ci sono una tantissimi illustratori che vorrei citare, ma quelli che trovo più innovativi e stimolanti al momento sono  il duo tedesco Golden Cosmos, Jim Stoten e Zeloot.


The New Yorker, Freestyle Love Supreme: Per la sezione Goings On, un focus su questi incredibili performer newyorkesi


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